Demand Response in Europa: analisi normativa

logo EU (di Francesco Mancini)

Con il pacchetto Clima ed Energia Europa 2020 e la volontà di ridurre le emissioni da un minimo dell’ 80 ad un massimo del 95% al 2050, l’Europa si è posta obiettivi estremamente ambiziosi sia di medio che lungo termine. Allo scopo di raggiungere i risultati proposti nelle menzionate scadenze temporali l’UE ha posto anche dei target intertemporali al 2030 sia in termini di generazione rinnovabile che riduzione di gas serra.

Il Demand Side Response (DSR) non potrà che essere un elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi proposti considerati i sui indubbi benefici. Infatti tramite il DSR si potrà permettere ai clienti di essere remunerati per modificare i propri profili di carico, svolgendo un ruolo decisivo nella stabilità della rete. Inoltre potrà svolgere un ruolo fondamentale nella diminuzione di generazione aggiuntiva e rendendo proporzionalmente più incisivo il ruolo delle rinnovabili nell’approvvigionamento energetico, rendendolo quindi più sicuro e riducendo il rischio di picchi di prezzo dovuto alle instabilità politiche dei paesi fornitori.

Il DSR può essere strutturato sia price-based ovvero l’utility invierà al cliente (residenziale o industriale) i segnali relativi al prezzo dell’energia in un dato lasso temporale (es. time of use tariffs, real-time pricing or critical peak pricing) e sulla base di questo il cliente modificherà il proprio profilo di carico. Oppure può essere strutturato in modo Incentive-based dove il cliente riceverà degli incentivi relativi alla riduzione di carico che sono separati o aggiuntivi al costo dell’energia e che possono essere fissi o variabili. I programmi Incentive-based (direct load control, interruptible service or demand bidding programmes) sono solitamente implementati nei grandi complessi industriali o commerciali spesso attraverso controlli dedicati che permettono la diminuzione di carico su richiesta del fornitore di energia, del TSO o infine in risposta alle condizioni di mercato.

L’ENTSO-E ha individuato 5 questioni critiche relative allo sviluppo del DR:
• Chiarificare ruoli e responsabilità per lo sviluppo del DSR e permettere l’ingresso dei clienti al mercato
• Sviluppare un framework che ottimizzi l’uso de DSR tra più parti (DSR Sharing) facilitato attraverso l’istituzione di un organo ad hoc
• Accordo sul Security supply per le reti e lo sviluppo delle reti e standard alla luce dell’integrazionedel DSR
• Integrazione del DSR nel mercato dell’energia
• Creazione di un framework Comunitario per il DSR sia a livello Regionale che nazionale

Da un punto di vista normativo anche il legislatore comunitario sta spingendo in maniera decisa sul punto intervenendo sia sulle normative relative allo smart metering con il documento di raccomandazione della Commissione 2012/148/EU che stabilisce le funzionalità minime degli smart meter dove si citano sia la bi direzionalità, la possibilità di mostrare il valore dinamico dei prezzi e intervenire sul grid management. Inoltre sia la direttiva sull’efficienza energetica 2012/27/UE ed il terzo pacchetto energia 2009/72/CE impongono agli Stati membri nella trasposizione della direttiva di prevedere strumenti di aggregazione della domanda. Infine la Commissione è intervenuta di nuovo a novembre del 2013 con il Commission Staff Working Document EC C(2013)7243 che pone attenzione sullo sviluppo nel contesto comunitario infatti ad oggi solo il 10% del carico industriale è abilitato ad operare in DSR.
Considerando che il carico industriale costituisce circa il 40% del carico comunitario totale è facile comprenderne le potenzialità di questo strumento.

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