Quattro miliardi e mezzo di dollari sono stati investiti in questo mondiale in terra africana. La maggior parte in stadi e strade, per fortuna. Soldi immessi nel lungo periodo, investimenti sul futuro del paese. Quello che colpisce é che ancora una volta, come per la Coppa d’Africa in Ghana e per quella futura del 2012, in Gabon e Guinea, il principale costruttore sia la Shanghai Construction, ovvero il colosso edilizio più grande di Cina. Sembra che in Africa abbia già costruito più di 50 stadi. Precisi, molto economici, perfettamente realizzati, comodi, addirittura consegnati in anticipo sui tempi, sembra che gli stadi cinesi un difetto ce l’abbiano:
lo spazio per la stampa e le tv é sempre ridotto, pochi posti, zone neutre per le interviste, di pochi metri quadrati, come se pensassero che nel mondo esistano poche televisioni ed ancora meno giornali.
Se si pensa che solo Casa Azzurri, a Centurion, ospita più di 150 giornalisti e che le nazioni con televisioni al seguito sono più di 30, ci si rende conto immediatamente che la Cina, forse, esporta anche un modello culturale ed una precisa idea dell’informazione, oltre che abilità progettuali e manodopera instancabile. Tutta l’Africa ha, negli ultimi anni, subito un’autentica invasione cinese, milioni di emigranti del Grande Paese hanno preso possesso delle capitali e dei principali centri. Negli ultimi cinque anni la Cina è anche diventata il primo mercato di sbocco con il 9,4% delle esportazioni del Sudafrica. Ma sia a Pretoria che a Johannesburg non sembrano esserci quartieri cinesi, anche le inevitabili botteghe di cianfrusaglie a basso prezzo sono pochissime. Saranno le immense ricchezze minerarie e di materie prime a far procedere il Governo Cinese con molta prudenza nell’invasione sociale?.
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