Lo sviluppo sostenibile

Si dice dell’Africa che sia immensa. Si dice del sole equatoriale che sia sconfinato. Si dice della notte africana che sia la più buia e la più abitata da spiriti, spiritelli e forme animali sconosciute. Si vocifera del Sudafrica che sia sufficiente una goccia d’acqua per far nascere un’oasi. Si afferma che qui, quando i rami si agitano, le radici si abbracciano. La natura del Sudafrica spaventa per la sua forza: l’intrico é la forma del design naturale locale. Ogni cosa cresce a tal punto da costruire trame ed orditi spettacolari.

Anche il basilico, l’umile, profumato condimento di tante italiane capresi riesce ad essere stupefacente.
Ristorante italiano “da Nino”, trenette al pesto, gestore genovese qui re impiantato nel 1969, il profumo è stordente, il sapore, meraviglioso. Chiedo dove prenda le materie per un pesto così incredibile. La pasta arriva dall’Italia, le mandorle pure, ma il basilico é locale. Me ne porta una foglia non tritata, la annuso e poi misuro: 19,4 cm di lunghezza 11,2 cm di larghezza, 5,4 gr di peso. E’ la Terra, la più capace a fare sviluppo, é la Terra che sostiene la vita, anche nei momenti di massimo gusto e piacere. A stento, in Italia riesco a far sopravvivere una piantina di Basilico, malinconicamente, dopo poco mi abbandona.
Nella Leaf Community c’è anche un orto, chissà com’è la foglia di basilico lì.

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