La sindrome cinese

24 giugno 2010
La sindrome cinese

Quattro miliardi e mezzo di dollari sono stati investiti in questo mondiale in terra africana. La maggior parte in stadi e strade, per fortuna. Soldi immessi nel lungo periodo, investimenti sul futuro del paese. Quello che colpisce é che ancora una volta, come per la Coppa d’Africa in Ghana e per quella futura del 2012, in Gabon e Guinea, il principale costruttore sia la Shanghai Construction, ovvero il colosso edilizio più grande di Cina. Sembra che in Africa abbia già costruito più di 50 stadi. Precisi, molto economici, perfettamente realizzati, comodi, addirittura consegnati in anticipo sui tempi, sembra che gli stadi cinesi un difetto ce l’abbiano:
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Slovacchia – Italia. Vietato sbagliare.

23 giugno 2010

Siamo alla vigilia dell’ultima partita del girone.
Questa volta i calcoli contano poco: l’ Italia è costretta a vincere.
Gli inviati da Casa Azzurri intervistano come opinionisti VIP Gianni Grazioli e Giobbe Covatta.

Bafana Bafana: la storia di una nazione in una squadra

22 giugno 2010
Bafana Bafana: la storia di una nazione in una squadra

La Nazionale di calcio del Sudafrica, i cui calciatori sono soprannominati bafana bafana (“i nostri ragazzi” in lingua zulu), è la selezione calcistica nazionale del Sudafrica ed è posta sotto l’egida della South African Football Association (SAFA). È tornata nel 1992 sul palcoscenico mondiale dopo decenni di esclusione decisi dalla FIFA.
La prima sospensione fu ratificata nel 1962 a causa dell’apartheid:

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Shosholoza live da Soweto

22 giugno 2010

Alla vigilia della terza partita del Sud Africa contro la Francia, la famiglia Kunene di Soweto ci ha dedicato una Shosholoza tutta Leaf.

Belli come il sole

22 giugno 2010
Belli come il sole

Pretoria, pochi minuti prima della partita Sudafrica-Messico. In piazza Kruger, al centro della città, migliaia di vuvuzela assordano, migliaia di persone ballano, urlano che ce la faranno, che il futuro é loro, qualunque cosa capiti, comunque finisca la partita.
Urlano il loro orgoglio di essere africani e di essere i futuri “occidentali”. I bambini, i giovani lasciano pensare che la loro, é una generazione piena di futuro.
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