La nuova normativa italiana sui SEU

(di Giacomo Mantero)

I SEU: spesso si parla di questi sistemi come un modello futuristico che potrà avere grande diffusione. Un’affermazione sicuramente condivisibile, ma limitante: non solo i SEU potranno svilupparsi nel prossimo futuro, ma l’hanno anche già fatto in passato!impianto fotovoltaico Loccioni

Spieghiamoci meglio. Per definizione i Sistemi efficienti di utenza sono: “sistemi in cui un impianto di produzione di energia elettrica […], alimentato da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento […], è direttamente connesso, per il tramite di un collegamento privato […], all’impianto per il consumo di un solo cliente finale, anche corrispondente al produttore […]”. Quindi chiunque di noi che da 10 anni a questa parte abbia installato un impianto fotovoltaico può “vantarsi” di questa nomina!

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Smart Carbon, l’idea sostenibile di Loccioni Environment

smart carbon
(di Stefano Collura, R&D Manager, Loccioni Environment)

Provate ad immaginare il mondo attuale senza le centrali elettriche a carbone, gli inceneritori, le acciaierie, le cementerie, le raffinerie di petrolio, le industrie chimiche ed in generale tutti quegli impianti che comunemente consideriamo inquinanti.

Di certo vivremmo in un mondo più pulito e più bello, ma probabilmente saremmo costretti a rinunciare a molte delle comodità alle quali siamo abituati e sulle quali si fonda l’idea che oggi abbiamo di benessere: non riusciremmo a produrre sufficiente energia elettrica per soddisfare i nostri bisogni, abiteremmo in case di legno o di pietra, ci scalderemmo con il fuoco e ci sposteremmo solo a piedi o a cavallo; non potremmo nemmeno costruirci le biciclette perché occorrerebbe fondere il metallo e sintetizzare le gomme dagli idrocarburi…

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Buona lettura a tutti!

Questa settimana si parla del Gruppo Loccioni:

la RepubblicaLa qmia qualità ha il cuore nelle Marche

- su Panorama ‘Storie d’imprese: la mia qualità ha il cuore nelle Marche’ (link)

- su La Repubblica ‘Dove l’energia è più cara che altrove’ (link)

Case history: GRID4EU

Grid4eu

Nell’ambito del progetto europeo GRID4EU, che ha come obiettivo la dimostrazione su larga scala di soluzioni avanzate di Smart Grids per l’Europa, Loccioni ha realizzato in collaborazione con Enel Distribuzione un sistema di accumulo energetico con batterie al litio di 1MW/1MWh.

Lo scopo del progetto implementato in Italia, che si rivolge alle linee di Media Tensione, è quello di realizzare un sistema di controllo avanzato che metta in comunicazione i vari nodi della rete: generatori di media tensione, sottostazioni di alta, media e bassa tensione, sistema di accumulo.

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Monitoraggio Datacenter: sicurezza del dato ed efficienza energetica

Data Centre_Agorà

Nonostante le condizioni macroeconomiche attuali, la domanda globale per capacità e servizi di Data Centre (DC) continua a crescere costantemente. Il ruolo dei DC è in espansione grazie al rapido aumento dell’uso di tecnologie come la virtualizzazione, il cloud computing, l’HPC e la grande crescita dell’uso di Internet, con il conseguente aumento del consumo di energia.

La quantità di potenza assorbita dai DC sta diventando una seria preoccupazione nelle fasi di progettazione e funzionamento, data dalla necessità di risparmiare energia e utilizzare energia pulita per ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale.

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Loccioni & Intesa San Paolo: guarda il video!

Con la campagna Un mondo possibile – Diamo credito all’Italia Intesa Sanpaolo vuole dimostrare come con prodotti e servizi adeguati sia possibile fare cose che fino a ieri non sembravano realizzabili.
Il Gruppo Loccioni è stato scelto come un caso da valorizzare. Sicuramente un grande regalo per il Gruppo e per tutto il Territorio!

La campagna sarà in televisione fino a metà novembre e on line nel canale Youtube di Intesa Sanpaolo Un mondo possibile e con tutti gli approfondimenti nel sito di Intesa San Paolo.

Loccioni_Bisio

Alluvioni: bisogna adattarsi

(Prof. Francesco Ballio, Politecnico di Milano)

 

Francesco Ballio

“How many years can a mountain exist – before it is washed to the sea?” ["Per quanti anni può sopravvivere una montagna – prima di essere dilavata verso il mare?"]. Questo bel verso di Bob Dylan, preso in senso letterale, coglie l’essenza di quello che noi chiamiamo rischio idrogeologico: l’evoluzione del territorio è un processo naturale ed inevitabile, è solo questione di tempo. Quanto tempo? Nell’insieme sono processi di lunghissimo periodo, “tempi geologici” come si suole dire, che quindi non ci preoccupano. Ma, a livello di dettaglio possono avvenire evoluzioni significative anche su tempi del tutto umani, che vanno dalle poche ore al centinaio di anni: un pezzo di versante crolla, l’acqua invade temporaneamente terreni normalmente asciutti, il corso di un fiume cambia, una zona di pianura si abbassa o alza progressivamente.

Più di quanto ci fossimo immaginati nel passato, ci stiamo rendendo conto che le nostre strategie di mitigazione del rischio idrogeologico devono essere in grado di adattarsi ai cambiamenti: del territorio, innanzitutto, che comunque si modifica, nonostante i nostri interventi e, a volte, a causa di essi; ma anche i cambiamenti delle pressioni antropiche, del nostro desiderio di utilizzare il territorio; e, da qualche anno, i cambiamenti climatici, che stanno modificando le caratteristiche delle forzanti naturali. Accanto alle tradizionali opere di difesa, per loro natura poco flessibili, è importante allargare il ventaglio delle soluzioni dando maggior importanza alla pianificazione territoriali, alla pianificazione e gestione delle emergenze, alla progettazione di strutture e infrastrutture meno vulnerabili ai fenomeni alluvionali. Tali azioni sono tipicamente molto più adattative rispetto ai cambiamenti del sistema; certo, non necessariamente impediscono l’avverarsi dell’alluvione ma, perlomeno, possono mitigarne gli effetti e, prima di tutto, evitare le perdite di vite umane.

Quale il ruolo della tecnologia, in tutto ciò? Da sempre ci fornisce gli strumenti e le infrastrutture per il monitoraggio ambientale, base indispensabile per la conoscenza e il controllo del territorio e dei processi che lo coinvolgono. Lo sviluppo degli ultimi decenni sempre più ci permette di misurare le forzanti e modellarne gli effetti in tempo reale, fornendo scenari evolutivi utilizzati per la gestione dinamica del rischio, a supporto delle decisioni in emergenza. Tali potenzialità pongono nuove sfide nella mitigazione dei rischi, richiedendo un approccio più complesso rispetto alla protezione passiva offerta da, diciamo, un argine; in compenso la tecnologia richiede tipicamente investimenti molto minori, offrendo ottima adattabilità ai cambiamenti climatici, territoriali, sociali.

Conclusione: non esistono risposte semplici ai problemi complessi, quali quelli posti dai rischi naturali. O, per dirla alla maniera di Bob Dylan, “the answer is blowing in the wind”. Acchiapparla non è facile.

Case history: LANDI RENZO

Logo Landi Renzo

Landi Renzo SpA è un leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione alternativi a Gpl e Metano per autotrazione, con una quota internazionale di mercato che supera il 30%.

Questi sono i numeri che caratterizzano Landi Renzo:

  • 720 dipendenti in Italia
  •  36% presenza femminile
  • 222.809 migliaia di euro di ricavi
  •  5% dei ricavi investiti in ricerca e sviluppo
  •  164 persone dedicate alla ricerca e sviluppo
  •   presenza in 5 continenti; 18 filiali; 13 Paesi

L’intervento Loccioni

Il Nuovo Centro Tecnico è l’edificio di Landi Renzo che ospita il centro di ricerca e sviluppo. Questo edificio è stato progettato per utilizzare in modo consapevole le fonti di energia a basso impatto ambientale. La sua qualificazione in classe A è dovuta a due componenti, quella edilizia e quella tecnologica. Loccioni ha realizzato tutto ciò che riguarda la parte tecnologica e la building automation; possono essere individuate 4 principali aree di intervento:

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Il monitoraggio delle perdite lungo gli oledotti

pipelines

(di Enrico Rocchetti)

L’industria Oil&Gas è oggi uno dei più grandi mercati mondiali, in termini di aspetti e risorse economiche, sociali ed ambientali.
Le aree dove il petrolio ed il gas vengono cercati ed estratti, sono spesso zone contaminate e inquinate e la popolazione locale si oppone a questo tipo di attività senza ottenere spesso benefici, ma solo subendone le conseguenze.

Per esempio la Nigeria, un’area ricca di giacimenti petroliferi, è attraversata da chilometri e chilometri di oleodotti che  trasportano il petrolio dalle zone di estrazione agli impianti di lavorazione.

Ogni giorno, tribù locali cercano di bucare questi oledotti con lo scopo di spillare petrolio e venderlo nel “mercato nero”.

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Dai Prosumers alle Smart Communities

Efficienza

L’attuale scenario energetico italiano ed internazionale sta vivendo un profondo cambiamento derivante da un uso intensivo delle più moderne tecniche per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Il meccanismo di conversione dalle fonti energetiche tradizionali a quelle rinnovabili è stato innescato grazie a politiche economiche rigorose, il cui obiettivo è quello di ottenere benefici in termini ambientali ed economici. Le aree geografiche con scarsa presenza di materie prime sono state motivate dalla possibilità di raggiungere un più alto grado di indipendenza dalle macrozone ricche di fonti fossili.

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