Prospettive di sviluppo per il mercato dei veicoli elettrici

Uno degli obiettivi di Europa2020 è quello di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Tuttavia, secondo le previsioni, al 2030 il parco automobili mondiale dovrebbe raddoppiare (da 800 milioni a 1,6 miliardi di veicoli): diventa necessario ed inevitabile, quindi, ridurre i veicoli tradizionali (responsabili del 15% delle emissioni inquinanti in Europa) e assicurare una mobilità sostenibile.

Electric vehicles salesLa produzione di auto elettriche è iniziata in Europa solo nel 2010: in questi anni la vendita di veicoli elettrici è aumentata arrivando a 50.000 unità nel 2013. Il mercato è ancora molto giovane ed è difficile fare delle previsioni sulle possibilità di sviluppo; è comunque possibile dire che, se la crescita continuerà con le modalità con cui si è presentata finora, le vendite raggiungeranno i 100.000 veicoli nel 2015, 500.000 nel 2020 e più di un milione nel 2025.

I due principali freni allo sviluppo del mercato dei veicoli a zero emissioni sono:
- l’alto costo dei veicoli;
- l’assenza di una rete capillare per la ricarica delle batterie.

Le previsioni positive di crescita si basano sul superamento di questi due limiti; il primo dovuto al fatto che il prezzo dei veicoli elettrici diminuirà grazie allo sviluppo della tecnologia. Il secondo perché nei prossimi anni ci saranno forti investimenti nella creazione di infrastrutture di ricarica; se oggi ci sono 64.000 colonnine installate nel mondo, nel 2020 saranno 10 milioni (di cui 200.000 saranno fast charge). In Italia, il Ministero delle Infrastrutture finanzierà una serie di progetti regionali per diffondere la rete di ricarica per auto elettriche.

Le infrastrutture di ricarica sono ancora percepite come di competenza pubblica. Tuttavia, secondo le previsioni, saranno le imprese private a sostenere i primi sviluppi del mercato elettrico: esse stanno infatti maturando sempre più la consapevolezza dei risparmi sui costi complessivi di utilizzo dell’auto elettrica e iniziano a valutare la conversione di parti delle loro flotte.
Da un punto di vista geografico, in America si trovano i maggiori investimenti pubblici e privati, mentre in Europa ci sono grandi variazioni da Stato a Stato. La Norvegia e l’Olanda, grazie agli incentivi fiscali, sono i Paesi Europei in cui l’auto elettrica è più diffusa, superando il 5% del mercato totale (contro l’1% degli altri Paesi europei).

Sul mercato sono presenti varie tipologie di auto elettriche:
• full electric: auto con un solo motore alimentato a batterie, generalmente al litio, ricaricate tramite l’utilizzo di energia elettrica, domestica o appositamente distribuita attraverso una rete di colonnine di ricariche. L’autonomia media è di 100-150 chilometri;
• ibrida plug-in: vettura con due motori, uno elettrico ed uno endotermico. La ricarica delle batterie avviene con l’utilizzo di energia elettrica, con sistemi di recupero energetici in frenata e con il motore endotermico (che alimenta la ricarica). Queste auto non hanno problemi di autonomia in quanto funzionano con il motore endotermico, permettono di ridurre i consumi e quindi le emissioni complessive della vettura attraverso l’ausilio di batterie, offrono percorrenze discrete anche solo in elettrico (20-50 chilometri);
• elettrica con range extender: auto con un motore elettrico ed uno endotermico; il secondo ha la sola funzione di generatore di energia per la ricarica della batteria. L’autonomia, in questo caso, raggiunge i 500 chilometri.

Il miglioramento delle tecnologie esistenti, lo sviluppo di nuove tecnologie (quali fuel cell, aria compressa, retrofit), lo sviluppo di politiche favorevoli e l’aumento degli investimenti sia pubblici che privati creeranno l’opportunità di sviluppo di questo settore e, in ultimo, a diminuire l’inquinamento e le emissioni di CO2.

Fonte dell’immagine: Electric vehicles in 2013: a progress report (pubblicato a Luglio 2014 da Transport and Environment)

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